Dr. Paolo Cavallo

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Farmacista ed Esperto in Scienza e Tecnologia Cosmetiche

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Ultimo aggiornamento: giovedì 10 gennaio 2013

 

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TISANOREICA: Guida all'ottimizzazione dei risultati della dieta del momento

 

a cura di Paolo Cavallo    


Paolo Cavallo e Gianluca Mech

La presente guida non vuole essere né un incentivo al ricorso a diete "fai da te" né l'adulazione faziosa della dieta Tisanoreica. Essa nasce invece dall'esigenza, riscontrata in un pubblico sempre più numeroso di simpatizzanti di tale dieta, di ottenere maggiori indicazioni, consigli e fugare dubbi per seguirla correttamente ed ottenerne i massimi risultati.

E' bene comunque che chiunque riscontri il desiderio e/o la necessità di dimagrire consulti il proprio medico e faccia gli opportuni accertamenti medici prima di intraprendere qualsiasi tipo di dieta dimagrante.

Verrà quindi illustrata di seguito una serie di consigli ed accorgimenti, frutto dell'esperienza maturata "sul campo"  monitorando e guidando centinaia e centinaia di persone in dieta Tisanoreica, atta ad ottimizzarne i risultati.

Il suo "taglio" è essenziale e divulgativo, ma per qualsiasi delucidazione e/o approfondimento tecnico e/o scientifico ci si può rivolgere al recapito e-mail info@paolocavallo.com.

 

 

1- Soggetti compatibili con la Dieta Tisanoreica

Possono seguire il percorso della Tisanoreica tutti i soggetti con un quadro clinico nella norma (emocromo con formula, glicemia, azotemia, uricemia, creatininemia, colesterolo totale, trigliceridi, bilirubina totale, GOT, gammaGT, Na, K, Ca, Cl, Mg), che non presentino gravi patologie o disfunzioni a fegato e reni, che non siano donne in gravidanza o allattamento; che non siano diabetici insulino-dipendenti; che non soffrino di problemi cardiaci; che non presentino squilibri psicologici; che non siano ragazzi in età dello sviluppo.

 

2- Princìpi su cui si fonda la Dieta Tisanoreica

Per utilizzare una metafora si può affermare che il percorso della dieta Tisanoreica viaggia su due binari: il primo è quello della chetogenesi, mentre il secondo è quello del drenaggio. La chetogenesi è una risposta dell'organismo all'assenza di fonti energetiche primarie: non introducendo carboidrati con la dieta, l'organismo comincia a demolire i grassi per produrre l'energia necessaria alle sue attività. Il drenaggio è il meccanismo di disidratazione (dei liquidi in eccesso) e depurazione (dalle scorie metaboliche) che avviene durante tale dieta ad opera di opportuni decotti e/o loro miscele. La velocità con cui si "viaggia" su tali binari è abbastanza soggettiva, varia a seconda del sesso, costituzione, abitudini, circostanze ormonali e umorali, patologie, etc. Inoltre ogni binario di solito viaggia ad una velocità a sé non sincrona all'omologo (es.: si perdono più o meno liquidi dei grassi) ed in talune circostanze ci sono addirittura punti di incontro tra loro (es.: depurazione dei corpi chetonici, scorie della chetogenesi, attraverso la diuresi). Per poter ponderare l'andamento dei due " binari" misuriamo i grassi in percentuale di massa corporea ed i liquidi in litri, e non in kg, come comunemente abituati a valutare il dimagrimento. Infatti i primi hanno un peso specifico molto più basso e se ne può ponderare con adeguata affidabilità la perdita con un'analisi bioimpedenziometrica e/o plicometrica, mentre i liquidi hanno un peso specifico molto più alto e la loro perdita (anch'essa valutabile con un'analisi bioimpedenziometrica) potrebbe "camuffare" la disidratazione facendola apparire dimagrimento. Si evince dunque la necessità di tenere sotto stretto controllo tali parametri al fine di valutare l'efficacia e la riuscita della Dieta Tisanoreica. Si parlerà dunque non di quanti chili si sono persi, bensì di quanta massa grassa e liquidi.

Questa è proprio la primissima fondamentale differenza tra la Dieta Tisanoreica e tutte le altre classiche diete ipocaloriche: non parliamo più infatti di perdita indiscriminata di peso (che include anche i tessuti muscolari) bensì la perdita mirata di grassi e liquidi in eccesso. Ovvero una netta inversione di marcia delle diete verso la targetizzazione. E' per questo che occorre quindi, ancor di più di prima, un programma di Dieta Tisanoreica personalizzato e riarrangiato, di volta in volta, a seconda dei risultati via via ottenuti e le potenzialità espresse dall'organismo. Solo così si può infatti ottenere la salvaguardia dei tessuti muscolari (e viene di conseguenza scongiurato anche l'"effetto yo-yo" originato prevalentemente dalla perdita di tali tessuti) e, nella donna, delle forme, a vantaggio della perdita del superfluo e del nocivo, facendo intraprendere all'organismo un percorso virtuoso e proficuo dal quale difficilmente si allontanerà anche dopo la fase clou di detta dieta.

 

3- Il "canovaccio" della Dieta Tisanoreica

Proprio in base a quanto argomentato pocanzi, dovendo personalizzare e riarrangiare il programma della Dieta Tisanoreica, possiamo definire quest'ultimo un "canovaccio". Esso si compone essenzialmente di tre fasi: una prima fase di attacco, una fase intensiva, ed un'ultima stabilizzante. Un ciclo trifasico minimo dura 18 giorni (3 giorni di fase d'attacco; 7 giorni di fase intensiva; 8 giorni di fase stabilizzante), mentre il massimo che si può prolungare, per non stressare l'organismo è di 48 giorni (3 giorni di fase d'attacco; 21 giorni di fase intensiva; 24 giorni di fase stabilizzante). Detta durata varia in base alla percentuale di massa grassa da eliminare e, anche se non fosse stato raggiunto il valore ottimale di massa grassa, occorre comunque terminare la dieta al 48° giorno, effettuare un adeguato percorso di "mantenimento" ed eventualmente, in seguito,  ripetere la Dieta Tisanoreica per affinare ulteriormente la massa grassa.

La Fase d'Attacco, nota anche come "3 Days Start" dal nome dell'apposito kit Tisanoreica, è la fase di tre giorni più "dura" della dieta, propedeutica alla chetogenesi. Con questa infatti si dà una forte scossa al metabolismo, si provoca una massiva perdita di liquidi in eccesso ed, entro i tre giorni si manda il pancreas a riposo, dando il via alla demolizione dei grassi.

La Fase Intensiva è il clou della Dieta Tisanoreica. Salvaguarda ed alimenta la chetogenesi per ottenere una importante perdita di grassi e, d'altro canto, controlla e stabilizza la tonicità muscolare.

La Fase di Stabilizzazione ha l'intuibile compito di affermare e perfezionare i risultati ottenuti e, poco alla volta, fa rifamiliarizzare l'organismo con i carboidrati (almeno quelli a basso indice glicemico).

 

4- Gli Elementi e gli Alimenti della Dieta Tisanoreica

Assunto che in tutte le fasi della Dieta Tisanoreica, al fine di salvaguardare l'andamento della chetogenesi, sono banditi tutti i carboidrati e gli alimenti che ne contengono tracce (pasta, pane, frutta, legumi, latte, latticini, formaggi, molti dolcificanti, caramelle e gomme sebbene senza zucchero), restano fissi pranzo e cena a base di proteine (carne sgrassata, pesce, o uovo) e verdure di colore verde associati a PAT (Preparati Tisanoreica) e decotti distribuiti nel corso della giornata. I PAT sono alimenti con un alto contenuto proteico, pre-dosato e standardizzato, un altissimo grado di digeribilità (circa il 94%, per cui non affaticano reni e fegato), contengono gli "Attivatori Tisanoreica" (un mix di fitoestratti che migliora la biodisponibilità degli amminoacidi presenti nel PAT), sono sotto forma di quasi 40 gusti, tra zuppe, omelette, pasta, frappé, bevande, creme, cereali, barrette, biscotti, etc. al fine di non frustare il gusto ed appagare tutte le preferenze durante tutto il periodo di durata della dieta. I decotti invece, favorendo la depurazione e modulando problematiche specifiche individuali (possono regolare funzioni dell'organismo e mitigare i classici disturbi delle vecchie diete), e coadiuvando l'azione dei preparati (aiutandone l'assimilazione e le capacità nutritive) integrano tutti gli aspetti che una dieta moderna e completa deve curare. Essi inoltre non contengono alcool, zuccheri e conservanti, ma sono il frutto di raffinate tecniche estrattive prive di contaminanti e solventi chimici che danno alla luce un prodotto di qualità e genuinità eccellente. 

 

5- Statistiche, personalizzazioni, risultati ed interpretazioni

In media l'uomo perde quasi il doppio della massa grassa della donna, anche perché quest'ultima ha, costituzionalmente, circa un 10% in più di massa grassa ed è inoltre molto condizionata dalla ritenzione idrica non sempre stazionaria e molto condizionata dalle fasi ormonali. In altri termini, l'uomo riesce a perdere mediamente circa un 3-4% di massa grassa a settimana, mentre la donna non più del 2/2,5%. Nell'analizzare i dati sull'andamento del dimagrimento, però, si deve sempre tener conto che i liquidi corporei hanno un peso specifico molto maggiore di quello dei grassi e ciò sottolinea meglio la necessità di scindere le analisi sui due "binari" (come li abbiamo definiti prima) e non lasciarsi condizionare e non accomunare la perdita ponderata di peso al raggiungimento degli obiettivi di dimagrimento. In altre parole, perdere molto peso che sia dovuto soprattutto a disidratazione è semplice ma è anche "fumo negli occhi", perché non significa dimagrire!Invece, perdere soprattutto grasso, senza intaccare la perdita e/o la funzionalità di altri tessuti indiscriminatamente, è l'obiettivo del Programma Tisanoreica e di qualsiasi altra dieta moderna e corretta.

Durante i tre giorni di "Fase d'attacco", la chetogenesi non si è ancora avviata, in quanto necessita dell'esaurimento delle riserve di zuccheri, quindi si ha di solito la sola perdita di liquidi in eccesso che fa notare anche una cospicua perdita di chili (dai 2 ai 4/5kg), ma è solo una tappa propedeutica e di scarso valore, anche se fa molto morale guardare la bilancia! Una perdita di liquidi inferiore alla media deve far sospettare o a qualche errore del soggetto nel seguire il protocollo (es.: il "bibitone" non viene bevuto completamente e/o la sua somministrazione non è omogenea nel corso della giornata), o a problemi di ritenzione idrica (es.: ciclo mestruale, raffreddori, allergie), o a dosaggi e/o mix di decotti drenanti inadeguati al soggetto. In tali casi, quindi, vanno monitorate per bene le abitudini del soggetto (es.: richiedendo il diario alimentare) e/o riarrangiate le dosi e/o gli abbinamenti dei decotti.

In seguito, nella fase intensiva, avendo di solito già perso molti dei liquidi in eccesso (come descritto proprio pocanzi) il calo ponderale di peso è spesso meno accentuato, però sta avvenendo la reazione più importante della dieta, ovvero la chetogenesi. Questa è una reazione che va salvaguardata con attenzione e incentivata costantemente, evitando carboidrati e fornendo proteine, per ottenere la perdita di massa grassa, che pesa però poco, ma che si nota dal restringimento delle circonferenze. A questo punto entra in gioco ancor di più lo screening dei valori impedenziometrici (massa magra/massa grassa e liquidi) e della chetonuria (formazione dei corpi chetonici).

Infatti, anche se si continuasse a perdere peso, ma la massa grassa non accennasse a diminuire, significherebbe l'inattivazione della chetogenesi. A riprova di ciò basta effettuare un ketur-test e appurare la presenza o meno di corpi chetonici (prodotti del catabolismo dei grassi). Se fossero presenti i corpi chetonici, allora significherebbe che la chetogenesi è un po' "lenta" ma che continuando si otterranno lo stesso (anche se meno marcatamente) i risultati voluti. Di contro, l'assenza completa di corpi chetonici, significherebbe o che il soggetto sbaglia nel seguire il protocollo (es.: non vengono assunti tutti i PAT necessari, e/o si salta qualche pasto, si introduce qualche fonte di carboidrato, etc..). In tal caso, vanno quindi monitorate per bene le abitudini del soggetto (es.: richiedendo il diario alimentare) ed eventualmente fargli ricominciare la fase d'attacco.

Viceversa, se il calo di peso non dovesse avvenire, ma l'analisi impedenziomentrica e la chetonuria indicassero comunque una perdita di massa grassa, ciò significherebbe che il "binario" più importante, quello della chetogenesi, sta andando avanti bene, anche se si sta verificando un pò di ritenzione idrica, che è poi il "male minore" e può essere tranquillamente ovviato riarrangiando le le dosi e/o gli abbinamenti dei decotti.

Nell'ultima fase del Programma Tisanoreica, quella della Stabilizzazione, si cominciano ad introdurre i carboidrati (sebbene quelli con un indice glicemico più basso e a piccole somministrazioni), ma comunque continua a verificarsi, come per una sorta di "inerzia fisiologica", la perdita di massa grassa. Così come accade spessissimo anche durante la seguente fase di mantenimento, che, con gli opportuni accorgimenti, fa registrare ancora, sebbene più lente e meno marcate, perdite di grasso ed addirittura una sorta di rifiuto dell'organismo ad abboffate e pasti sregolati: sembra dunque che l'organismo continui a viaggiare dritto lungo i binari immaginari della dieta corretta!

 

6- Dalla pratica alla teoria....

Ecco di seguito una sezione didascalica dedicata alla raccolta di tutti i documenti ufficiali (fonte sito web www.centrostuditisanoreica.it) della Dieta Tisanoreica suddivisa per argomento:

N.B.: Tutte le indicazioni riportate nei suddetti documenti si riferiscono a "menù tipo" di un ipotetico individuo"standard" di riferimento e, pertanto, si devono considerare come mere indicazioni generali per la corretta alimentazione.

 

7- QUESTION TIME

E' possibile consultare le domande (e relative risposte) più significative e gettonate consultando l'apposita pagina -> FAQ

Dr. Paolo Cavallo

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